STORIA

NuragheBarumini

Cagliari: la Cittadella dei musei
Nel quartiere di Castello, all’interno del Regio Arsenale, si trova il maggior complesso museale della Sardegna, la Cittadella dei Musei. Nei suoi spazi sono ospitati: il Museo Archeologico, che raccoglie reperti dall’epoca preistorica al periodo bizantino, bronzetti nuragici, gioielli fenici e dee madri e molto altro tra cui le imponenti statue nuragiche di Mont’e Prama; La Pinacoteca nazionale con diverse collezioni pittoriche; Il Museo Etnografico.

La Sardegna possiede una quantità inimmaginabile di siti archeologici di straordinaria bellezza. Si segnalano alcuni tra i più significativi, raggiungibili da San Sperate in massimo un’ora d’auto.

Nora a Pula
È la prima città di fondazione fenicia in Sardegna, in una posizione eccezionale dal punto di vista paesaggistico. Successivamente occupata dai cartaginesi e poi dai romani di cui è possibile ammirare le strutture architettoniche, in particolare le terme e il teatro. In questo sito è stata trovata l’iscrizione fenicia più antica di tutto il mediterraneo, risalente al 900 a.C.

Pranu Mutteddu a Goni
Goni è un piccolo paesino (500 abitanti) in un territorio incontaminato che ospita numerosi e rilevanti siti preistorici.
Il parco archeologico di Pranu Mutteddu è il più noto. In mezzo a un bosco di sugherete è presente una delle aree archeologiche più grandi della Sardegna. In questo parco sono presenti dei sepolcreti, un piccolo agglomerato di capanne e delle domus de Janas. Il sito era attivo tra il 3600 a.C. e il 2600 a.C. Sono presenti inoltre gruppi di menhir, pietre allungate e infisse nel terreno.

Santa Anastasia a Sardara
La storia di Sardara, centro del Campidano dal 2005 insignito della Bandiera arancione dal Touring club, è legata alle sorgenti termali dalle quali sgorga l’acqua a 50°C e 69°C. Il luogo più importante è il santuario nuragico di Sant’Anastasia che sorge nella parte alta del paese e prende nome dalla chiesetta vicina. Il santuario è caratterizzato da un pozzo sacro detto funtana de is dolus (fonte dei dolori), da cui fluisce la sorgente alimentata da falde sotterranee.

Tomba dei giganti Sa Domu e s’Orku a Siddi
Nella Giara di Siddi, un altopiano basaltico di origine vulcanica con una superficie di 960 ettari, sorge la tomba dei giganti Sa domu e s’Orku, una struttura quasi completamente intatta e ben conservata. I blocchi sono finemente scolpiti e lavorati.

Serri: Santa Vittoria
Il santuario di Santa Vittoria sorge nella Giara di Serri. È costituito da un’area sacra, con tempio a pozzo dedicato al culto delle acque, il tempio ipetrale a due altari, la capanna del sacerdote e del capo, il recinto delle feste e il mercato. Sono presenti anche molti altri edifici di particolare importanza. Il santuario di origine nuragica, fu in uso anche in età punico-romana. In età bizantina vi sorse la chiesa di Santa Maria della Vittoria, poi riedificata nell’XI-XII secolo.

Barumini: Nuraghe su Nuraxi e Museo Casa Zapata
In Marmilla, ai piedi della Giara e a poca distanza dall’abitato di Barumini sorge l’unico sito archeologico della Sardegna dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’Unesco (1997): Su Nuraxi. È il più imponente e meglio conservato complesso monumentale testimone della civiltà nuragica. Presenta una stratificazione di duemila anni, dal XVI a.C. al VII secolo d.C. È un nuraghe complesso, composto da bastione con una torre centrale (alta 18 metri) e quattro angolari, con intorno un labirinto di 50 capanne (risalenti al Bronzo finale), pozzi e cisterne. Le origini preistoriche di Barumini sono testimoniate anche da un altro nuraghe trilobato, al centro del paese, risalente al XVI secolo a.C., il Nuraxi e’ Cresia (nuraghe della chiesa) venuto alla luce durante il restauro di Casa Zapata, splendida residenza di baroni aragonesi (giunti in Sardegna nel 1323), costruita a metà 1500, raro esempio di architettura civile ispanica di ispirazione rinascimentale.

Villanovafranca: Nuraghe e Civico Museo Su Mulinu
Il complesso nuragico su Mulinu sorge su un’altura che domina la valle del rio Mannu, nei pressi di Villanovafranca. Presenta una sovrapposizione di varie tipologie costruttive risalenti a differenti epoche. A partire dal XIV secolo a.C. su Mulinu fu luogo di culto, come testimoniato dai due focolari rituali nel vano centrale della fortezza. I materiali rinvenuti negli scavi sono esposti nel civico museo archeologico su Mulinu, allestito nell’ottocentesco ex monte granatico di Villanovafranca.

Villanovaforru: Nuraghe e Civico Museo Genna Maria
Domina il territorio da 400 metri d’altezza, tanto da poter raggiungere con lo sguardo Oristano e Cagliari (distante ben 50 chilometri). È un nuraghe a struttura complessa: in origine (XV secolo a.C.) un bastione a tre grandi torri unite da spesse mura circondava un torrione centrale con camera interna. In una seconda fase, la torre fu racchiusa e parzialmente rifasciata da un bastione di quattro torri con feritoie. Nel XI a.C. l’antemurale quadrilobato fu racchiuso da una cinta muraria a sei torri angolari. All’interno e all’esterno di essa si trova il villaggio, nato attorno al X a.C. e costruito in più fasi.
I preziosi reperti, attualmente custoditi nel museo archeologico Genna Maria, testimoniano l’operosità della comunità nuragica e post-nuragica durante sette secoli. A questi si aggiungono i ritrovamenti prenuragici, nuragici, punici, romani e tardoantichi provenienti da insediamenti, necropoli, tombe monumentali dei paesi della Marmilla che formano il consorzio sa Corona Arrubia.

Sant’Antioco: l’antica città di Sulki
Fondata dai fenici attorno al 770 a.C. ne divenne uno dei maggiori centri per poi passare nel 520 a.C. ai cartaginesi. Merita una visita il tofet, tipico santuario fenicio, dove i bambini venivano cremati e sepolti in urne. La necropoli punica (V – III secolo a.C.) con un’estensione di sei ettari lascia supporre che la città avesse circa 10.000 abitanti. Sulla necropoli punica sorse quella romana e, in epoca cristiana, un cimitero di catacombe

Carbonia: area di Monte Sirai
Fondata dai fenici nel 750 a.C. fu poi occupata dai cartaginesi nel 520 a.C. i quali, dopo un periodo di decadenza la fortificarono e ricostruirono (250 a.C.). L’occupazione romana del II secolo non ne intaccò l’impianto tanto che è la colonia fenicio-punica maggiormente integra. Sono ancora visibili case, piazze, tempio, tofet e necropoli.

Villaperuccio: necropoli di Montessu
È il più imponente sepolcreto a domus de Janas del sud Sardegna, una delle più significative testimonianze prenuragiche. La necropoli composta da oltre 40 tombe scavate nella roccia fu in uso per un millennio e mezzo, dal Neolitico finale (3200 – 2800 a.C.) al Bronzo Antico (1800-1600 a.C.). Oltre alla necropoli la zona ospita un importante parco archeologico.


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