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50 e oltre. Paesemuseo, l’utopia possibile

Nell’ambito del cinquantennale della rivoluzione socio culturale che trasformò San Sperate, venerdì 25 maggio si terrà il convegno “50 E OLTRE. PAESE MUSEO, L’UTOPIA POSSIBILE” organizzato dal Comune di San Sperate – con la Fondazione Sciola e l’Associazione Noarte. La giornata di studi, pur guardando al passato e a ciò che è stato fatto, vuole essere un’occasione per ripensare l’oggi in prospettiva futura.

 

L’appuntamento è nel Teatro comunale di San Sperate in via Is Spinargius 2.

La sessione mattutina, con il coordinamento scientifico dell’Università di Cagliari, prevede una riflessione sul Paese Museo alla luce di una contestualizzazione nel panorama delle pratiche artistiche italiane coeve, approfondimenti e riflessioni sulla figura di Pinuccio Sciola e due omaggi rispettivamente a Gillo Dorfles e Cenzo Porcu, recentemente scomparso, testimone e artefice anche lui degli anni della calce.

 

Nella sessione pomeridiana, curata dall’Associazione Noarte Paesemuseo si affronterà il tema dell’Arte come pratica relazionale, come propulsore territoriale, come rinascita… creando un parallelo tra San Sperate ed altre esperienze nazionali ed internazionali, studiate o talvolta vissute in prima persona dai relatori i quali nel corso degli anni hanno avuto modo di collaborare attivamente con il Paese Museo.

Il convegno è inserito all’interno del festival Sant’arte.

 

PROGRAMMA

Organizzato da Comune di San Sperate
con la collaborazione di Fondazione Pinuccio Sciola e Associazione Noarte Paese Museo
coordina Paolo Lusci

 

MATTINA

ore 10:00 Accoglienza
ore 10:30 Apertura dei lavori

Saluti

Giuseppe Dessena _ Regione Autonoma della Sardegna
Graziano Milia _ Fondazione di Sardegna
Enrico Collu _ Sindaco Comune di San Sperate

Introduzione

Tomaso Sciola _ Fondazione Pinuccio Sciola
Manuela Serra _ Noarte Paese Museo

Il Cinquantennale

Emanuela Katia Pilloni _ Ass.re alla Cultura Comune di San Sperate
Angelo Pilloni _ Direttore artistico

>>> Letture dal libro “gli anni della Calce” di Cenzo Porcu
selezione a cura di Rosa Spanu, legge Giacomo Casti – Antas Teatro

 

ore 11:30 Interventi

Ottavio Olita
Socializzare l’Arte, socializzare la Vita. La lezione umana di Pinuccio Sciola

Rita Pamela Ladogana _ Università degli Studi di Cagliari
Riflessione sul Paese Museo alla luce di una contestualizzazione nel panorama delle pratiche artistiche italiane coeve

Giuseppe Marci _ Università degli Studi di Cagliari
Un progetto per Sciola

Marco Pignotti _ Università degli Studi di Cagliari
Gillo Dorfles un intellettuale eretico: dall’Impero austro-ungarico all’avanguardismo degli anni ’60

>>> Letture dal libro “gli anni della Calce” di Cenzo Porcu
selezione a cura di Rosa Spanu, legge Giacomo Casti – Antas Teatro

ore 13:00 Pausa

 

POMERIGGIO

ore 15:30

>>> Letture dal libro “gli anni della Calce” di Cenzo Porcu
selezione a cura di Rosa Spanu, legge Giulio Landis – Antas Teatro

Interventi
Giampaolo Mameli
Ereditare una rivoluzione

Barbara Cadeddu _ DICAAR UniCA
L’arte come pratica relazionale. Esperienze di reinvenzione e costruzione sociale dello spazio urbano

Margarida Barbosa e Ana Vale Costa _ FBAC (PT)
40 anni di Biennale Internazionale d’Arte di Cerveira: l’arte come propulsore territoriale

Gloria Aura Bortolini
Arte come Rinascita

Paolo Masini _ MiBACT
La bellezza salverà il mondo (a partire dalle periferie)

ore 17:00 Pausa

 

ore 17:30
Nino Landis – Compagnia La Maschera
Fudint is annus

Susanna Schoenberg
Acting Locality: un approccio comunitario alla ricerca e alle pratiche dell’arte

Andreas Altenhoff – KHM di Colonia (D)
Tanto lontano, tanto vicino

Diego Fusaro
Villaggi sovrani. Ripartire da Aristotele

 

ore 19:30 Comunicazioni e interventi conclusivi
Con Adriano Moneghetti (NLA), Francesco Farci, Nanni Pes, Salvatore Sardu, Remo Ortu, Diego Asproni, Riccardo Mannironi, Francesco Del Casino, Archimede Scarpa, Pina Monne ecc…

 

ALCUNE SINOSSI

>>> GIAMPAOLO MAMELI

Ceramista

Ereditare una rivoluzione

La comunità di San Sperate, grazie alla forte spinta di Pinuccio Sciola, si ritrova ad interpretare e concretizzare una delle più forti istanze del movimento rivoluzionario del ’68: portare fuori dai luoghi deputati, in questo caso letteralmente per strada, l’arte, il teatro, il dibattito e persino la convivialità; rendendo protagonisti coloro che sarebbero stati destinati al semplice ruolo di spettatori.

Dopo 50 anni quei principi sono ancora condivisi ed interpretati correttamente?

 

>>> MARGARIDA BARBOSA E ANA VALE COSTA

Rappresentanti della Fondazione Biennale Internazionale d’Arte di Cerveira (PT), partner europeo del Comune di San Sperate e dell’Associazione Noarte.

40 anni di Biennale Internazionale d’Arte di Cerveira: l’arte come propulsore territoriale

La Biennale Internazionale d’Arte di Cerveira è un evento volto alla promozione dell’arte contemporanea, con l’appoggio di una fama nazionale e internazionale costruita durante 40 anni, che ha luogo a Vila Noava de Cerveira e si ramifica nel nord del Portogallo ed in Galizia (Spagna). Organizzato dalla Fondazione Biennale D’Arte di Cerveira, è uno degli eventi più importanti in tema di arti plastiche in Portogallo, promuove la decentralizzazione e la democratizzazione culturale. È la biennale più antica del Portogallo e della Penisola Iberica, ancora in attività.

>>> SUSANNA SCHOENBERG
Artista e docente alla Kunstakademie für bildende Kunst di Düsseldorf (D), frequenta San Sperate da 10 anni sia come artista che come docente alla guida di piccoli gruppi di sperimentazione artistica sul campo.

Acting Locality: un approccio comunitario alla ricerca e alle pratiche dell’arte

Sono le esperienze concrete di collaborazione, e non solo una mia generica preferenza metodologica, che mi permettono di sostenere che il vero nocciolo di ciò che Paesemuseo è in grado di offrire, è la pratica dell’allargamento contestuale (dell’arte) attraverso atti di appropriazione e negoziazione.

Una delle implicazioni della definizione di località come parte integrante di un contratto di lavoro culturale è la volontaria (auto)reificazione della località come cosa da osservare e rappresentare, eventualmente sorprendentemente (ri)disegnare. Connettività, interattività, e agire come minoranza (variabile): anche queste sono strategie che possono essere applicate con/per/intorno alla località come “agenzia” per l’arte.

>>> ANDREAS ALTENHOFF
Docente e responsabile delle Relazioni Internazionali dell’Accademia di Arti Multimediali di Colonia (D), frequenta San Sperate da 10 anni come docente alla guida di piccoli gruppi di sperimentazione artistica sul campo.

Tanto lontano, tanto vicino

Ogni anno più di un miliardo di viaggiatori gira il mondo per divertirsi. La più grande industria del secolo (M. d’Eramo) sembra soddisfare un bisogno di avventura, scambio, esperienze straordinarie. – Nell’arte contemporanea, secondo Nicolas Bourriaud, gli autori diventano semionauti che vanno vagando per il mondo. – Ma la pura mobilità non crea incontri.

Solo quando c’è la disponibilità e il desiderio di apertura e di traduzione tra i poli distanti di osservatore e osservato, si mobilizzano (oltre alle merci e i loro portatori) le idee, il pensiero, si prestano le ricchezze del mondo. SanSperArte da un esempio unico di come si fa.

>>> DIEGO FUSARO
Filosofo

Villaggi sovrani. Ripartire da Aristotele

Nella Politica, Aristotele scrive che il villaggio è a metà strada tra la famiglia e la polis. Unione di più famiglie, il villaggio; unione di più villaggi, la polis. Forse ripartire da Aristotele e dalla sua idea di microcomunità solidali e con una forte identità culturale può giovare a un ripensamento della mondializzazione e forse anche a una riumanizzazione dei rapporti umani”.

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